RuSùD

esperimento sensoriale performativo

drammaturgia e mise en éspace

 Giuseppe Provinzano

 

movimenti scenici 

 Simona Argentieri

 

composizioni musicali

 Maurizio Maiorana

 

luci

Gabriele Gugliara

 

Scene 

Paolo Roberto D'alia

 

Coordinamento 

 Daniela Mangiacavallo

 

Una produzione 

 Babel crew\ Napoli Fringe Festival

 

In collaborazione con 

 Teatro Garibaldi Aperto

 Baccanica

 

Anno di produzione

 2013

SINOSSI

RuSuD nasce dal confronto di nuove idee di ricerca, di nuove tematiche da affrontare, di nuovi tempi e nuove modalità di lavoro che si possano sganciare dal dogmatico teatro sensoriale. Lo spettacolo pone l’attenzione sulla componente performativa e spaziale, attraverso l’uso di un linguaggio che si presti a stabilire nuove relazioni tra gli attori e gli spettatori, tra gli spettatori e altri spettatori: abbiamo sviluppato un differente modo di intendere e interpretare i dogmi del Teatro Sensoriale di stampo Vargassiano, creando delle esperienze da far vivere secondo canoni che sfociano nella performance e affrontando ricerche che tocchino piani artistici, storici e antropologici che affondino però nelle nostre personali radici culturali  e nelle nostre personali emozioni piuttosto che sui libri. 

RuSuD parla della nostra terra e delle nostre vite non caricandole di senso prettamente antropologico ma di "roba viva", della nostra cultura contemporanea, dalle nostre radici alle ultime nuove foglie, che affondi nel nostro cuore che pulsa e nel nostro sangue che scorre. Abbiamo pensato al nostro Sud italico senza stanziarci in un luogo in particolare decidendo di godere di una stabilità nell’intenderci nomadi negli spazi e nei luoghi che le città del sud ci propongono e ci propinano.

Il principio della nostra ricerca, quindi, è di tipo performativo-antropologico:  individuando una radice universale dell’essere umano a cui si può accedere attraverso i sensi e alla stimolazione fisica e mentale di un ricordo, ci riferiamo a questa universalità facendo leva su emozioni vere e tangibili che hanno sede nella memoria del corpo individuando così nuovi e, di spettatore in spettatore, personali livelli di comunicazione.

RuSuD è una esperienza di confine: non accade su palcoscenici tradizionali secondo le normali distanze tra attori e spettatori, non si sviluppa a partire da un testo prescritto e definito, cerca piuttosto spazi che attori e spettatori insieme possano “abitare” per il tempo destinato all’esperienza da vivere. Gli spettatori-viaggiatori non saranno “condotti” in percorsi ma vivranno la loro esperienza a stretto contatto con gli attori-abitanti che in qualche modo si confonderanno con e tra loro e che insieme a loro viaggeranno prestando la loro esperienza al fine di una personale esperienza del singolo.

RuSuD è un viaggio … dell'immaginazione e dell'emozione … in una città che sembriamo conoscere, in dei luoghi che abbiamo già abitato, in una piazza che percorriamo tutte le mattine, in un mercato dove abbiamo già acquistato, davanti a un mare di cui conosciamo l'odore, attraverso dei vicoli e delle storie che percorriamo per la prima volta … o forse no!

Scheda tecnica

Rassegna stampa

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