DECALOGO DELLA CIVILTA'

è un progetto di teatro civile che si sviluppa senza che intercorrano limiti di tempo: 10 spettacoli come 10 capitoli strettamente legati alla nostra contemporaneità.  

   "il teatro è sempre un atto politico" 

Con questo progetto scagliato negli anni vogliamo muovere la nostra urgenza di racconto in racconto fedeli al cammin di nostra vita,  vogliamo restare legati alla necessità che una storia e il suo approfondimento bisognano, vogliamo prenderci il tempo di studiare, ricercare e digerire le storie e le umanità che faranno parte di questo progetto. Raccontiamo di uomini e di donne, di fatti e misfatti, di momenti cruciali che hanno cambiato inesorabilmente la nostra Storia o di storie che nessuno ha raccontato e che meritano di esserlo.

 

CAPITOLO 1

" I fatti del 2001 al G8 di Genova tornano in scena con lo spettacolo di un alfiere dei Suttascupa, fondatore di Babel, Giuseppe Provinzano, che a differenza di Fausto Paravidino, al cui testo in qualche modo si riattacca, vi partecipò. I 65 intensissimi minuti del suo GiOtto-studio per una tragedia, di cui è l'unico interprete, iniziano col racconto del viaggio verso la manifestazione chiarendone le attese, mentre al suolo, sotto le foto attaccate ai fili trasparenti della graticcia, segna via via col gesso, in alfabeto greco, le sezioni della tragedia che si susseguono e si cala con minimi ritocchi di vestiario nei diversi personaggi. Ascoltiamo le previsioni dei compagni, dei No Global in arrivo, della polizia, per trovarci sul posto in piazza Alimonda dove l'entusiasmo cede il posto all'angoscia e piombare nell'orrore della Diaz e di Bolzaneto, dove tra i carabinieri fanno capolino " i figli del popolo" di Pasolini e si sentono le voci registrate dei testimoni e delle guardie in un quadro di sonorità impressionanti. E la sera tremenda e travolgente ci conduce dentro i fatti con una ricostruzione vera e paradossale dell'assurdità colpevole in cui viviamo . Da vedere assolutamente". 

Franco Quadri, La Repubblica

 

Sembra invece composto di materia lavica GiOtto-studio per una tragedia di Giuseppe Provinzano che accomuna i nefasti fatti di Genova a quelli della tragedia classica e , dopo un prologo da cantastorie, da vita a una serie di stazioni da via crucis della vergogna in cui "offre" la parola ad alcuni personaggi, dal black block al poliziotto. Ma più che per la composizione testuale, peraltro spesso coinvolgente al pari di un paio di scene forti come la comparsa di Berlusconi in sembianze da vampiro, lo spettacolo ci sembra tragga forza da una parallela drammaturgia dei suoni che fornisce linfa e ancora più senso alle parole, una " camera" sonora avvolgente e crudele a cui lo spettatore non può sottrarsi.

Nicola Viesti, Hystrio

 

Debutto Nazionale: Viper Theatre, Firenze-Piagge _  2008\2011

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