Un'ora tutta per me

Un'ora tutta per me basta a raccontare per parole e gesti il tema della prostituzione? Ci hanno provato, con uno spettacolo così intitolato, la danzatrice Simona Argentieri e l'autore e regista Giuseppe Provinzano. Il risultato, presentato al Museo Riso dal collettivo Babel Crew, è apprezzabile e nel recinto di una drammaturgia che oscilla tra l'intellettualismo di una scrittura ricercata e la leggerezza della battuta a effetto. La brava e versatile Argentieri asseconda questa eterogeneità, passando da una danza ora nervosa ora elegiaca a una composta recitazione straniata, dalla quale ci giungono i ritratti di prostitute, divise tra la prostrazione per le umiliazioni e l'effimera esaltazione per la presunta libertà conquistata. A far da sfondo alle sarcastiche passerelle nelle quali si elencano le più bizzarre perversioni maschili e gli amplessi stilizzati a passo di flamenco, un tappeto sonoro (di Gabriele Gugliara) di bisbigliati pettegolezzi e imbarazzanti tariffari.

Roberto Giambrone@Repubblica_PA

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